Costo Ray Ban

Nel 2013 è l’apprezzata protagonista del film The Impossible, cruda storia di una famiglia sopravvissuta allo tsunami che ha colpito l’oceano Indiano nel 2004, e veste in maniera incredibilmente somigliante i panni di Lady Diana in Diana di Oliver Hirschbiegel. Inoltre è una delle scandalose madri protagoniste del film di Anne Fontaine Two Mothers. In seguito parteciperà al film premio Oscar Birdman (2014), a St.

Il remake è bruttino, privo di atmosfera (il truce non è atmosfera), troppo patinato. Già la scelta degli attori è indicativa: tutti belli, ma per nulla sensuali. Capisco che doversi paragonare con Dustin Hoffmann sia un’impresa impossibile per chiunque, ma quì il paragone è spietato.

Ma soprattutto interpreta la mitica cantante Edith Piaf ne La vie en rose per la regia di Olivier Dahan, ruolo perfetto per lei che sognava di fare la cantante. La Cotillard offre un ritratto intenso e partecipe dell’artista francese maledetta, un’interpretazione di un naturalismo sconvolgente che non perde la sua tensione neanche nelle scene di canto (ovviamente eseguite in playback). L’interpretazione della Cotillard riesce a trascinare giù fin nel gorgo di alcool e droga che aveva avvolto Edith Piaf con un coinvolgimento che porterebbe a scomodare paragoni con interpretazioni che in passato hanno fatto la storia del cinema.Nel 2009 Marion compare nel film di Rob Marshall Nine: originariamente creato per il teatro, il musical Nine (vincitore del Tony Award) è un adattamento di 8 di Federico Fellini e alla Cotillard tocca il ruolo di Luisa, la moglie di Guido, un regista cinematografico che deve trovare un equilibrio nelle relazioni con le tante donne della sua vita, compresa sua moglie, l’amante, la musa, l’agente e sua madre.

I grandi sono madri, nonne e nonni, zie e zii in piena crisi di identità, al punto da svendere i sentimenti e venderli al migliore offerente, pensione compresa. Tra populismo e corruzione, a mancare secondo Salvo Ficarra e Valentino Picone sono i principi morali, la volontà e il pudore. In assenza di regole e leggi si scialacquano le sostanze e si insidiano le zie.

Molto lavoro dietro, devono stare sulla faccia delle persone anche per 15 ore al giorno”. Una replica che non ha accontentato molti dei clienti della societ sollevando non pochi malcontenti e polemiche tra i distributori ma non solo. E cos nella sua lettera Dorigo precisava come Luxottica non oligopolista, dato che produce “solo una frazione dei 150 milioni di paia di montature che vengono realizzate nel mondo ogni anno” e che “Luxottica orgogliosa di gareggiare con rivali formidabili di varie dimensioni”.