Ray Ban 3183

STATI UNITI Un libro fotografico, una campagna pubblicitaria e una nuova collezione. Ecco le tre iniziative stabilite per festeggiare gli occhiali pi famosi del pianeta. I Ray Ban hanno raggiunto ormai i 75 anni, ma sembrano costituire ancora un ingrediente indispensabile per lo stile dell Certo tante cose sono cambiate dal lontano 1937: il costume e i gusti delle generazioni, così come il fatto che ormai il marchio Ray Ban è controllato dalla Luxottica.

In America, ogni volta che appare, alza la temperatura di diversi gradi. Se nella storia c’è stato spazio per l’adorabile bambina ballerina dai riccioli d’oro e dalle scarpe da tip tap Shirley Temple, perché non avere lo spazio anche per la Temple malsana, quella priva di scrupoli e mendace?Figlia del regista Julien Temple e della produttrice Amanda Temple, frequenta la Enmore Primary School, la Bedales School e il King’s College di Taunton. Cresciuta con i suoi fratelli maggiori Leo e Felix, comincia a fare l’attrice da bambina, già dal 1997.

Nuovo Messico, 1953. La piccola Elise Rainier vive con la mamma Audrey, il fratello Christian e il papà Gerald che lavora in una prigione in una casa nei pressi del penitenziario. Una sera, dopo che l’esecuzione di un detenuto ha causato un leggero sbalzo di corrente in casa, Elise è stranamente in grado di dire il nome e altri dettagli personali del prigioniero.

Un continuo rimando tra il presente ed il passato della protagonista ed ai suoi ricordi di infanzia in cui la stessa ci appare ossequiosamente legata alla figura del padre e dalla cui vicenda personale è scaturita la sua vena creativa circa la nascita del celebre romanzo di cui sopra. Quasi tutta la pellicola è incentrata sullo stato di diffidenza e di reticenza della famosa scrittrice riguardo la suindicata trasposizione e degli innumerevoli, inutili tentativi protratti negli anni da parte del sig. Disney, affinché ciò si concretizzasse in realtà.

THE MAGNITUDE OF MUSLIM ATROCITIES II : 1. The Provincial Muslim Satraps 2. Babur 3. Pedinando due adolescenti in amore, la giovanissima regista francese, classe 1981 e un passato tra le pagine dei Cahiers, racconta la quotidianità di un sentimento ossessivo, di una tempesta emozionale che prende la vita e la rivolta come un guanto. Aderendo con grazia alla tradizione cinematografica francese, la Hansen Lve esibisce un’idea di cinema che si nutre dei casi della vita, delle pagine dei libri letti e dei film visti (quelli di Rohmer, quelli di Bresson), restituendo all’amore l’immediatezza dei corpi. Libera dalle gabbie narrative imposte molto (e troppo) spesso dalle produzioni, l’autrice si prende tutto il tempo e i silenzi del mondo mettendo a punto una relazione dove a dire è il linguaggio fisico e materico del corpo e degli sguardi.