Ray Ban Legno

Ottimo prestigiatore, è anche un ancor più ottimo comico e cabarettista italiano che ha iniziato la propria carriera all’interno di locali milanesi portando sulla scena i suoi giochi di prestigio ma fatti da personaggi che avevano un’enorme comicità, come l’unto Mago Oronzo, in canottiera, pancia piena di birra e stecchino in bocca e Silvano, la parodia del mitico Mago Silvan. Notato dalla Gialappa’s Band lavora con loro dal 1990 al 2000 nel programma tv “Mai dire Gol”, diventando poi una delle colonne di punta del programma “Zelig Noi facciamo cabaret” (1996) condotto da Simona Ventura con gli sketch di Ale e Franz, Claudio Bisio, Massimo Boldi, Giovanni Cacioppo, Stefano Chiodaroli, Gabriele Cirilli, Marco Della Noce, Alessandra Faiella, Giorgio Faletti, il Mago Forrest, Maurizio Milano, Flavio Oreglio, Diego Parassole, Max Pisu, Bebo Storti e Debora Villa. La collaborazione con gli autori di Zelig proseguirà anche nell’edizione del programma dal 2002 al 2008 con “Zelig” e “Zelig Circus” condotte da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada, ovviamente con nuovi personaggi come Omen, il prototipo dell’uomo maschilista, l’attore Jacopo Ortis che fa la parodia di Carmelo Bene ed Evok, un messia di una pseudo religione e con più colleghi di lavoro: Anna Maria Barbera, Pino Campagna, Paolo Cevoli, Geppi Gucciari, Ficarra e Picone, Angela Finocchiaro, Fabrizio Fontana, Paolo Migone, Franco Neri e Checco Zalone, con il quale lavorerà anche nel lungometraggio Cado dalle nubi (2009).Nel 1999, debutta cinematograficamente nella commedia di Claudio Malaponti La grande prugna (1999) con vecchi amici come Ale e Franz, Marco Della Noce, Alessandra Faiella, il Mago Forrest, Fabrizio Fontana, Max Pisu, Flavio Oreglio e Diego Parassole, ma anche nuove conoscenze come Enrico Bertolino, Sandro Ciotti, Gianni Fantoni, Enzo Iacchetti, Luciana Littizzetto, Natasha Stefanenko e Sara Ventura.

Sì, perché alla premiazione dovevano esserci lo stesso Saleh e Khaled Kathib, 21enne videomaker siriano che lavora per i caschi bianchi e autore, tra l’altro, di molte immagini utilizzate dalla pellicola vincitrice del premio come miglior cortometraggio documentario. Lo stesso Kathib aveva annunciato sui social di aver ottenuto il visto per viaggiare negli Stati Uniti. Un sogno, quello del giovane giornalista e della squadra di volontari, che si è infranto due giorni fa: “Dopo tre giorni in aeroporto ha annunciato il videomaker su Twitter Non ci è stato permesso di partecipare agli Oscar 2017.