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Vestiti i panni di Maria José nella miniserie Maria Josè L’ultima regina (2002) diretta da Carlo Lizzani, partecipa anche alla fiction a puntate La cittadella (2003) di Fabrizio Costa.Poi Alex Infascelli la sceglie per il thriller Il siero della vanità (2004) e Michele Placido per Ovunque sei (2004): il volto della Bobulova comincia a essere finalmente riconosciuto nel panorama artistico italiano, anche se si dovrà aspettare Cuore Sacro (2004) di Ferzan Ozpetek per promuoverla ad attrice di serie A.Accanto ad una venale zia Lisa Gastoni e a una più affabile Erika Blanc, interpreterà una speculatrice edilizia che prende coscienza della povertà del mondo ed entra in una psicotica crisi mistica, una sorta di “sindrome di San Francesco” che la spingerà a spogliarsi (anche letteralmente) di tutti i suoi beni. La sua grazia in scena e l’agonia tangibile che attraversa il suo personaggio la consacreranno con il David di Donatello come Miglior Attrice Protagonista.Poi, al suo esordio dietro la macchina da presa, il collega Kim Rossi Stuart la sceglierà come moglie e madre assente per Anche libero va bene (2006) mentre, in coppia con Fabio Volo, sarà una moglie che vuole diventare madre ricorrendo alla fecondazione assistita, in Manuale d’amore 2 Capitoli successivi (2007) di Giovanni Veronesi.Torna alla fiction nelle vesti della stilista Coco Chanel, in Coco Chanel (2008), che la vede protagonista insieme a Shirley MacLaine. Nel 2010 è nel cast del film a sfondo civile in Le ultime 56 ore, in La bellezza del somaro di Sergio Castellitto, in compagnia di Raoul Bova in Ti presento un amico di Carlo Vanzina, in Immaturi (2010) di Paolo Genovese e il suo sequel, Immaturi Il viaggio (2011).

Il film è stato sempre giudicato un polpettone colossal per il grande budget, il colore, lo sfarzo, la ricostruzione spettacolare, i divi e i costumi. In realtà proprio per queste caratteristiche Quo Vadis?, nel tempo, si è rivelato un capolavoro: da quando il cinema, appunto, ha messo a fuoco i suoi significati, liberandosi dall’obbligo di appartenenza alle arti nobili e privilegiando i valori spettacolari e di evasione per cui era nato. Aggiungiamo poi il grande successo di pubblico, la certosina ricerca storica (con interventi di grandi specialisti della romanità), la straordinaria colonna di Miklos Rozsa (che ha letteralmente inventato il “suono” della Roma antica, creando un precedente imprescindibile per tutti) ed ecco che il film, può far parte a buon diritto della categoria dei titoli fondamentali nel filone avventura storia.Super colossal ad altissimo costo tratto dal romanzo storico biblico con elementi di finzione di Henry Sienkiewicz.

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