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L’Italia continua parzialmente a snobbarlo. Eppure i titoli dei suoi film echeggiano sempre nelle discussioni sui film d’orrore che maggiormente hanno segnato la sensibilità dello spettatore: il sanguinoso Profondo Rosso, l’ossessivo Il gatto a nove code, Trauma e Tenebre, Inferno e Phenomena, Nonhosonno e l’esordio L’uccello dalle piume di cristallo, i terribili Suspiria e Opera, l’omaggio alla figlia Il fantasma dell’Opera e il curioso Quattro mosche di velluto grigio, il pessimo Il cartaio e lo psicologico La sindrome di Stendhal.Usa sempre la stessa regola aurea: finché funziona, avanti a oltranza. Crea trilogie che si dilatano nel tempo e che arrivano a sorpresa, magari distanti anni luce dal precedente capitolo.

Che Michael Mann sia uno degli autori pi importanti viventi risaputo,conosciuto per il suo occhio clinico nei confronti del mondo in cui viviamo,per le sue profonde analisi della nostra societ e del progresso tecnologico,unito ad uno stile visivo assolutamente particolare e a dei personaggi quasi sempre caratterizzati come gli autori romantici di una volta sapevano fare. Questo Miami Vice non da meno,Mann infatti decide di dare una svecchiata alla serie da lui stesso creata e realizza nel 2008 un noir poliziesco intenso e che non lascia spazio ad alcun tipo di ironia,se non in certi momenti in cui si sorride certo,ma non perch vi sia una battuta ma per la crudelt quasi campanellistica della situazione in cui sono coinvolti i personaggi e per le loro reazioni,Colin Farrell e Jamie Foxx che interpretano rispettivamente Sonny Crocket e Ricardo Tubbs recitano in maniera molto sopra le righe andando a creare un moderna dei tipici personaggi da buddy movie,si percepisce infatti il rapporto di fratellanza tra i due che non espresso esplicitamente ma che si intuisce prima di tutto dalla bravura immensa dei due attori che giocano di pochi sguardi e qualche frasetta messa l di tanto in tanto che permettono di percepire allo spettatore la profonda stima che nutrono l nei confronti dell uno dei due inizia una frase,l la completa,quando un cattivone attacca alle spalle uno dei due,l interviene,su questo lo script riesce perfettamente,abbiamo poi numerosi altri characters secondari come Gong Li bellissima e graziosa che interpreta un personaggio atipico per il genere noir,una figura femminile forte e cazzuta che ovviamente andr ad invaghirsi di Sonny,il donnaiolo tra i due.fantastico come Mann sviluppi i rapporti umani tra i personaggi,visti come,per l esseri umani invischiati in cose pi grandi di loro,per questo motivo considero Michael Mann come l autore romantico,in quanto ad una analisi profonda,accurata e distaccata della societ unisce dei personaggi molto carismatici visti nelle loro fragilit e debolezze,che come ogni essere umano sbagliano,vanno a mettersi nei guai e ne escono quasi sempre in grande stile.La fotografia un qualcosa di eccezionale,leggermente diversa da quella messa in gioco in Collateral ha un che di poetico e dona,grazie alla regia,al commento musicale,al montaggio video e audio un particolarissima al tutto e quella sensazione di spaesamento e disconnessione che fa tanto parte del cinema di Mann,portandolo per ad un livello superiore in quanto in Collateral tutto ci non lasciava spazio alla speranza se non nella sequenza finale,in Miami Vice si capisce che il regista concede una via d a quasi tutti i personaggi.Tra i difetti di questa pellicola si possono citare una narrazione a volte non eccellente e delle piccolissime cadute di tono in qualche dialogo qua e la e una prima parte un p troppo lenta,tutti nei che non minano assolutamente questa esperienza audio visiva straordinaria.Da sequenze memorabili da citare ci sono la sequenza di apertura nella discoteca con Numb dei Linkin Park,una scena ricca di stile in cui,come dice giustamente il critico di mymovies nella sua recensione pi che appropriata,divertimento e violenza si mescolano andando a rendere l di giungla urbana in cui a nessuno interessa di nessuno,puoi morire sparato in testa,ma tanto chi se ne accorgerebbe?Un sequenza fantastica la scena d tra Colin Farrell e Gong Li,in cui la fotografia la fa da padrone insieme al commento musicale,e quell lacrima di piacere che scende sulla guancia di lei,una scena che sprizza sesso da tutti i pori ma non in maniera volgare,ma anzi in maniera artistica,cosa difficilissima da fare al giorno d Miami Vice in sintesi un poliziesco che segue in maniera clinica e rispettosa tutti gli stilemi del noir,un film che si mangia per merenda tutti i thrillerini di merda usciti negli ultimi anni,una pellicola ricca di stile e carisma che gode di un rara,che rispecchiata sia dai protagonisti e dai relativi interpreti perfetti nei ruoli e da tutti gli altri comprimari che con poche battute si fanno ricordare. Una pellicola che non sar un capolavoro ma che rappresenta un ottimo esempio di settima arte.

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