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Lo si vedrà anche in: Marc Eliot (1999) di Joyce Buuel; Deux femmes à Paris (2000) di Caroline Hupper con Julie Depardieu; Maigret (2001) di André Chandelle con Serge Larivière; Les cordier, juge et flic (2001) di Paul Planchon con Antonella Lualdi; e Absolitude (2001) di Hiner Saleem con Hanna Schygulla.L’ottima prova d’attore in Brucio nel ventoIl resto è venuto poco dopo. Un altro film diretto da Hiner Saleem: Vodka Lemon (2003), poi l’incontro con Silvio Soldini in Brucio nel vento (2003), pellicola tratta dal romanzo “Ieri” di Agota Kristof, dove Franek è il protagonista, Tobias: un ragazzo che vive con conflitto l’amore per la sua sorellastra.Seguono Les Marins perdus (2003) di Claire Devers con la defunta Marie Trintignant e Audrey Tautou, e due film italiani Sulla mia pelle (2003) di Valerio Jalongo, dove è il protagonista, e Il silenzio dell’allodola di David Ballerini, dove ha interpretato l’irlandese Bobby Sands, combattente dell’Ira, morto in prigione nel 1981, in seguito ad uno sciopero della fameIl ritorno a teatroDopo questa full immersion nel cinema ha sentito il bisogno di staccare e prendersi una pausa e ricominciare col teatro portando sul palco Brecht. Ma è tornato altrettanto repentinamente al grande schermo: nel 2004 quando Olivier Marchal lo ha inserito in 36 Quai des Orfèvres con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu e la nostra Valeria Golino; nel 2005 quando Stefano Mordini lo ha fatto recitare in Provincia meccanica con Stefano Accorsi e Valentina Cervi; nel 2006 quando è caduto nella trappola della truffatrice Giovanna Mezzogiorno in Notturno bus di Davide Marengo e nel 2010, con In carne e ossa, Due vite per caso e Noi credevamo di Mario Martone.

D’altronde, secondo l’Internazionale, l’oroscopo di Trent diceva: “Le prossime settimane saranno un ottimo momento per essere più audace nell’esprimere la tua bellezza e fare in modo che le persone a cui tieni la vedano in tutto il suo splendore”. Invece Randy Newman si è portato a casa il premio per la miglior canzone originale, “We Belong Together,” scritta per Toy Story 3.Nomi, cose, città, attrici e attoriDanimarca batte Messico 1 a 0 nel momento in cui Susanne Bier viene chiamata a ritirare il premio come miglior film straniero per In un mondo migliore. Sebbene facessimo il tifo per Biutiful di Alejandro Gonzlez Irritu, siamo felici e fieri del fatto che abbia vinto una donna.

Da Montgomery a Memphis (1970) cui collaboreranno anche Paul Newman, Burt Lancaster, Charlton Heston e Sidney Poitier.Gli anni migliori della sua carrieraCon l’arrivo degli Anni Sessanta, la sagacia di Lumet si fa più affilata a partire dal drammatico Spirale d’odio (1972), ancora con Mason, seguito da: Rapina record a New York (1972) con Connery e Christopher Walken; Riflessi in un occhio scuro (1973) sempre con Connery; Serpico (1973) con Al Pacino e Lovin’ Molly (1974) dal romanzo “Leaving Cheyenne” di Larry McMurthy con Anthony Perkins e Susan Sarandon. Dopo aver cercato di dirigere Il giustiziere della notte (1974) con Jack Lemmon come protagonista e vistosi rifiutare la regia, opta per il più classico Assassinio sull’Orient Express (1974) riesumando il Gotha del cinema hollywoodiano: da Sean Connery a Anthony Perkins, da Ingrid Bergman a Vanessa Redgrave. Sono gli anni migliori di Lumet, quelli dove maggiormente si mette alla luce per la graffiante cronaca dell’America Anni Settanta, quella che sta perdendo l’american dream ed è costretta a rapinare banche (Quel pomeriggio di un giorno da cani, 1975, con Pacino e con una nuova nomination agli Oscar per la regia), quella della logica serrata della televisione (Quinto potere, 1975, con Peter Finch, Faye Dunaway, Robert Duvall e William Holden, con nuova candidatura all’Oscar per la regia, ma anche un Golden Globe in tasca nella stessa categoria) e quella immischiata in questioni di droga e odio razziale (Il principe della città, 1981, vincitore del premio Pasinetti e nuova nomination per la sceneggiatura non originale).Membro della Giuria del Festival di Cannes del 1982, lo stesso anno dirige Trappola mortale (1982) con Michael Caine, passando al remake di un suo stesso film Il verdetto (1982) questa volta con il sempre presente James Mason, Charlotte Rampling e Paul Newman e sempre con una nuova candidatura all’Oscar per la regia.

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